“Visita guidata noiosa”, guasta l’appetito e ti rovina la vacanza

Dalla parte dei viaggiatori per scoprire i segreti delle guide turistiche e dei tour operator di maggior successo: come evitare di buttare via una giornata

Chi lavora con il turismo deve viaggiare, per informarsi e scoprire se le strategie praticate funzionano davvero. Forte di questa convinzione, mi muovo spesso, in cerca di ispirazione, divertendomi a “fare il turista” anche nella mia città. È così che, dopo un certo smarrimento iniziale, ho scoperto una verità sconvolgente: le visite guidate sono noiose.

 

ombrello-powerGirando per Assisi mi sono aggregato ad un gruppo di turisti milanesi in visita al centro storico, la proverbiale carovana al seguito del perfetto stereotipo di guida turistica: ombrellino, keyway, microfono portatile e linguaggio da libro stampato. Dopo le interminabili soste “naso all’aria” lungo la via e la terrificante pausa-gelato in piazza, li ho visti sfilare verso uno di quei ristorantini anonimi noti solo per l’ottimo rapporto “quantità-prezzo”, vale a dire menu fisso, spaghettino al pomodoro, triste cotoletta con contorno di insalata verde, un inutile tiramisù e un doveroso caffè.

 

Mi domando quanti di loro siano tornati a casa soddisfatti, quanti si siano emozionati, quanti abbiano avuto la reale sensazione di immergersi nell’atmosfera autentica di una delle città d’arte più amate del mondo.
La risposta? Nessuno!

 

I portali turistici più popolari mi danno ragione. Sempre più spesso, le recensioni dei tour contengono critiche più o meno velate sull’argomento, lamentando la mancanza di quel pizzico di emozione che renderebbe l’esperienza davvero all’altezza delle aspettative.

Ammettere che la tipologia più diffusa di accoglienza turistica, al centro del nostro business, contiene una falla così tanto evidente, è doloroso ma necessario: per questo ho voluto approfondire, leggendo le testimonianze dei turisti delusi per analizzare il problema e trovare una soluzione.

La visita guidata non è una lezione: questa è la prima regola fondamentale.

La cultura non è divertente, ciò che non è divertente è noioso, quindi la cultura è noiosa.
Potrà sembrarti un’affermazione abominevole, ma è così che stanno le cose. La cultura è un valore che non si discute ed è tra le prime motivazioni di viaggio dei turisti stranieri in Italia. Trasmettere il messaggio in modo coinvolgente, anche attraverso il divertimento, è l’unico modo per renderlo interessante e memorabile.

“Anche il cibo era deludente”

Chi non è soddisfatto dal tour cerca consolazione nel cibo e, puntualmente, non la trova. Perché accade questo?
Anche se il menu è scelto con accuratezza e la qualità dei prodotti è ineccepibile, il momento dedicato al gusto rappresenta il compimento e la sintesi dell’esperienza: se il tour è banale, anche la predisposizione ad essere stimolati nei sensi si riduce, fino a far percepire una bella tavolata imbandita di delizie come qualcosa di “già visto”. Per questo troviamo molte recensioni che demoliscono senza pietà il ristorante, la cantina e la bottega di prodotti tipici: “non era cattivo, ma non ci è piaciuto”.

“Troppo turistico”

Questa affermazione ricorrente rappresenta il nocciolo della questione. Siamo di fronte a un problema complesso che si può risolvere in modo semplice: non bisogna evitare i contenuti convenzionali, ma il modo di svelarli deve risultare sempre come una scoperta sensazionale, anche per i viaggiatori più navigati.

 

Ecco come evitare gli errori che rendono noiose le visite guidate:

 

  • deviazioni golose

    Prevedi piccole soste fuori itinerario, esci dalle strade più battute, scegli angoli insoliti dove gustare spuntini, scattare fotografie, raccontare un aneddoto. Ricorda le parole magiche: “mordi e fuggi”!

  • consigli dei “locals”

    I viaggi più eccitanti si svolgono così, con tappe impreviste, dettate dall’estemporaneità dei suggerimenti offerti da chi si incontra sul posto. I residenti, con le loro conoscenze, sono un tesoro prezioso: non lasciartelo scappare!

  • attività in movimento

    Non ci piace stare fermi in piedi o seduti a tavola per più del tempo necessario per riposarci, rifocillarci o prendere fiato. Siamo incapaci di focalizzare l’attenzione oltre i primi quindici minuti di dialogo, figuriamoci quanto possiamo resistere passivamente ad un monologo ininterrotto: serve che dica altro? La vacanza del futuro è attiva: meglio fare meno esperienze, ma che siano intense!

  • no al souvenir, si al mercato

    Il momento dello shopping fa parte del tour, anche quando non è la guida a prevedere una sosta. I più smart riescono a sfruttare questa tendenza per valorizzare mete insolite come i mercati locali, dove si possono acquistare apprezzatissimi ricordi da gustare.

Con alcuni semplici accorgimenti come questi, è possibile ottenere il massimo della soddisfazione spendendo il minimo sforzo.

 

E tu, ti senti diverso dalla solita guida noiosa con l’ombrellino?

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