Cinque modi per valorizzare la professione di guida turistica
Guida turistica

Meno “turistica”, più “guida”: così si definisce la nuova generazione di professionisti dell’accoglienza. 

Sei una guida? Scopri se anche tu possiedi “i numeri” per stare al passo con le nuove tendenze!

Con i mezzi di comunicazione sempre più evoluti e accessibili a nostra disposizione, per informarci e orientarci quando viaggiamo, abbiamo iniziato a chiedere di più al ruolo della guida. Questa figura sta cominciando a cambiare, per venire incontro alle nuove esigenze dei viaggiatori.

La prima regola? Non chiamateli turisti!

 

La guida di successo è…

1 – Social

Essere “social” significa adottare un approccio comunicativo votato all’ascolto, alla creazione di relazioni e allo scambio costante di conoscenze, per sviluppare conversazioni “alla pari” con le persone interessate alle proprie tematiche. Avere un profilo o una pagina Facebook per l’autopromozione non è la sola caratteristica da fare propria: va tenuto presente che i viaggiatori stessi, prima, dopo e durante il viaggio, sono attivi e connessi sui principali social network, strumenti privilegiati per il racconto e la condivisione delle esperienze di viaggio. Far spegnere lo smartphone equivale a perdere una preziosa opportunità di contatto!

2 – Local

Quello che viene apprezzato sempre più in una guida è la sua capacità di svelare le curiosità e le tipicità del territorio note solo ai residenti. Chi viaggia sa che i luoghi dedicati all’accoglienza turistica spesso peccano nel rapporto qualità/prezzo, proponendo offerte standardizzate per venire incontro alle preferenze di un pubblico vasto ed eterogeneo. La nuova tendenza vuole la guida assimilabile a un “amico del posto”, che ti accompagna “fuori itinerario” per farti scoprire qualcosa di nuovo e di unico.

3 – Autentica

La guida anonima, con il suo ombrellino rosso, intenta a condurre estenuanti monologhi tratti dai libri di storia dell’arte, è uno stereotipo dai giorni contati. Far emergere la propria personalità attraverso aneddoti di vita reale, fornendo spunti e chiavi interpretative mettendo qualcosa di sé nell’esperienza offerta, è il nuovo stile che fa colpo e permette al visitatore di ricordare non solo i monumenti, ma anche la persona che glie li ha fatti scoprire.

4 – Responsabile

Il turismo responsabile promuove il reciproco arricchimento culturale tra i viaggiatori e la comunità ospitante: incentiva lo scambio, favorisce la creazione di relazioni memorabili e durature, fa bene all’economia locale. Dall’etica alla pratica, coinvolgere i residenti, dialogare con i piccoli produttori, rispettare gli spazi e le abitudini di chi vive e lavora in una località turistica permette di costruire tour sostenibili, a misura d’uomo, apprezzati in particolar modo da chi ricerca nel viaggio un’occasione per scoprire il mondo da un diverso punto di vista.

5 – Attiva

La noia è nemica giurata della guida turistica: il rischio di risultare prolissi e pedanti, anche quando si trasmettono contenuti di valore, è sempre dietro l’angolo. Per essere spontanei e coinvolgenti, vanno proposte esperienze interattive, dando al visitatore la possibilità di emozionarsi mentre acquisisce nuove conoscenze. Dalla scelta del mezzo di trasporto all’inclusione di attività non convenzionali nel tour, ogni personalizzazione deve tener conto del grado di interazione consentito ai partecipanti: toccare con mano è sempre meglio che stare a guardare!

 

Pensi sia ora di cambiare il tuo modo di fare la guida?

ombrello

 

Unendo queste nuove fonti di ispirazione alla necessaria preparazione tecnica, con la professionalità e la competenza che sono gli elementi irrinunciabili di un servizio di qualità, sarai in grado di distinguerti dalla massa e regalare esperienze memorabili ai tuoi clienti. 

 

Se anche tu operi nel settore del turismo enogastronomico, c’è un’opportunità per te!

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